Impresa all’ultimo respiro: la squadra di coach Cugliandro sbanca la capolista dopo un overtime al cardiopalma
Vincere contro la prima in classifica con un tiro allo scadere dell’overtime non era scritto in nessun copione. Eppure è successo. La Reggio Bic guidata da coach Antonio Cugliandro torna dalla Sardegna con due punti pesantissimi, al termine di una gara vissuta sulle montagne russe, ribaltata più volte e decisa solo dopo 45 minuti di battaglia.
«Sinceramente no, non era proprio il progetto che mi ero prefissato», ammette il tecnico a fine gara. «Abbiamo fatto una partita incredibile che abbiamo vinto e perso almeno due volte. Siamo stati bravi, nelle difficoltà, a rimanere uniti e concentrati».
Sotto di 14, poi la rimonta
L’inizio è stato complicato: primi due quarti sottotono e uno svantaggio arrivato fino al -14. Anche Juninho Clemente ha faticato a entrare in partita, ma dopo alcune rotazioni e un timeout nel terzo periodo si è acceso: «Si è risvegliato in sé quell’anima da bomber che ha», racconta Cugliandro.
Da lì in avanti la squadra ha cambiato marcia su entrambi i lati del campo: «Da ogni azione offensiva portata a buon fine riuscivamo poi a fare anche una buona azione difensiva. Questo ci ha reso ancora più incisivi». L’inerzia si è completamente ribaltata, fino al vantaggio in doppia cifra.
Fischi, infortuni e nervi saldi
Nel momento migliore, però, sono arrivati diversi episodi a complicare il finale: antisportivi, falli tecnici e l’uscita di Rukavisnikovs a cinque minuti dalla fine, che ha costretto lo staff a rimescolare il quintetto e a rinunciare inizialmente anche a Trabuchet.
La difesa aggressiva del Sassari – come anticipato dal coach alla vigilia – ha messo a dura prova le energie di Baz e dello stesso Clemente, entrambi colpiti dai crampi dopo continui adattamenti tattici contro pressing e cambi sistematici.
Nel finale regolamentare il match sembrava in controllo: antisportivo subito dal capitano Sripirom sul -1, liberi trasformati da Baz per il +1 e possesso a 15 secondi dalla sirena. Sarebbe bastato gestire. Invece una palla persa di Adam, recuperata da Saiid, e il successivo fallo hanno riaperto tutto. Per fortuna Saiid ha fatto solo uno su due ai liberi: parità e supplementare.
«Da partita vinta siamo andati in extremis all’overtime, poi è stata una lotteria», sintetizza Cugliandro.
Vittoria di squadra
Nel supplementare, senza Dima, il quintetto finale ha retto l’urto. «Sono contento per Joao Castro, un ragazzo giovane che ha dato il suo contributo difensivo senza far sentire l’assenza di Dima».
Un successo costruito con il carattere: «È una vittoria di squadra, mentalmente ci ha dato una carica pazzesca. Sappiamo di essere una buona squadra. Non abbiamo un roster lunghissimo, ma possiamo fare bene in campionato».
Il tecnico non nasconde qualche perplessità arbitrale, pur mantenendo equilibrio: «Qualche fischio dubbio di troppo c’è stato contro di noi. Con l’esperienza di Valerio De Mattia si è riusciti un po’ a rimettere in asse la situazione. Non parlo di favori, ma di equilibrio».
Classifica e prospettive
La vittoria accende nuove speranze in chiave playoff. «Se prima c’era una fiammella piccolina, adesso è un po’ aumentata. Rientrare tra le prime quattro è difficile, ma dipende tutto da noi», afferma Cugliandro.
La squadra osserverà ora una settimana di riposo prima del tour de force: prima la trasferta a Firenze, poi lo scontro diretto in casa contro Porto Torres. «Abbiamo un grande potenziale e degli scontri diretti da portare a casa. Sarebbe quasi un’impresa miracolosa rientrare tra le prime quattro, ma la pallacanestro è bella per questo. E questa partita lo ha dimostrato».
Due punti che pesano, dunque, non solo per la classifica ma per la consapevolezza. Perché vincere così, contro la capolista, può cambiare una stagione.
