Il Trofeo BiC accende Reggio Calabria: una serata di sport, ricordi e futuro
C’è una sera, a Reggio Calabria, in cui il rumore delle ruote sul parquet si mescola alle risate, agli abbracci e a quella sensazione difficile da spiegare che solo lo sport sa regalare.
È la sera della quinta edizione del Trofeo BiC, un appuntamento che la Reggio BiC ha voluto celebrare come una vera e propria festa, in un 2026 speciale, l’anno che segna i dieci anni di vita della società.
Il campo diventa palcoscenico e racconto. Scendono in gioco gli atleti della Reggio BiC, quelli della Old School, ma soprattutto tornano volti che hanno fatto la storia: i veterani, le “vecchie glorie”, uomini che hanno vissuto stagioni intense e che hanno visto la squadra arrivare fino alla Serie A.
Nei loro occhi c’è emozione, un filo di nostalgia e l’orgoglio di sentirsi ancora parte di qualcosa che continua a crescere.
Sugli spalti e a bordo campo non mancano le istituzioni. Il presidente del CIP Calabria, Scagliola, il delegato provinciale Giordano e il garante regionale delle persone con disabilità, Ernesto Siclari, osservano una manifestazione che va oltre il risultato, diventando esempio concreto di sport vissuto come incontro e condivisione.
Il Trofeo BiC non nasce per caso. È un progetto costruito nel tempo, riconosciuto dalla Regione Calabria nell’ambito del PAC 2014-2020, che ha superato l’avviso pubblico per le manifestazioni sportive e proseguirà fino al 2026. Un segnale chiaro della forza e della credibilità di un’iniziativa capace di lasciare il segno.
Il momento più atteso è quello della gara: basket e basket in carrozzina si alternano e si fondono, dando vita a sfide Up&Down dove le squadre sono miste e il gioco diventa linguaggio universale. In campo, oltre agli atleti della Reggio BiC e della Old School, anche i ragazzi del progetto “Carceri – Mettiamoci in gioco” di Sport e Salute S.p.A., ospiti dell’USSM di Reggio Calabria e delle comunità coinvolte. Il pallone passa di mano in mano, le barriere si sciolgono, resta solo il piacere di giocare insieme.
I due testimonial d’eccezione: Juninho Clemente e Baz Sripirom, esempi concreti di come lo sport – e in particolare il basket in carrozzina – possa abbattere confini culturali e promuovere la parità nello sviluppo della persona, senza barriere.
Ma la giornata non si ferma al parquet. Al mattino Reggio Calabria si racconta ai partecipanti attraverso i suoi luoghi simbolo: il Museo Archeologico, Piazza De Nava, la Via Marina con i suoi scavi, Corso Garibaldi e Piazza Italia. Un viaggio nella storia e nella bellezza della città, concluso con un tour gastronomico che profuma di tradizione, sapori antichi e identità calabrese.
Quando le luci si abbassano e la serata volge al termine, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa che va oltre un torneo. Il Trofeo BiC si chiude tra sorrisi, applausi e tanta felicità, dimostrando ancora una volta che lo sport, quando è autentico, sa unire, emozionare e lasciare tracce profonde.
