Reggio Bic, la voce dello spogliatoio: Ivan Messina racconta il trionfo europeo tra tattica, gruppo e rivincita
La vittoria della Reggio Bic in Eurocup 2 continua a svelare storie, retroscena e momenti chiave vissuti all’interno dello spogliatoio. Tra i protagonisti, Ivan Messina – uno dei leader del gruppo – ripercorre un cammino fatto di intuizioni, crescita e consapevolezza maturata partita dopo partita.
«Stanotte ho realizzato davvero, con difficoltà, ma ho ponderato tutto», racconta. «Il nostro percorso è iniziato dall’Eurocup, con tante incognite. Avevamo una “carta” che non avevamo mai provato in partita ufficiale e non sapevamo cosa aspettarci».
La svolta arriva presto, ma non subito: «Con il coach avevamo deciso di non scoprirci nella prima gara contro Londra, giocando con il nostro quintetto base. Poi contro Gran Canaria abbiamo provato il quintetto con quattro lunghi: dopo pochi minuti girava a memoria. Lì abbiamo capito di avere qualcosa di speciale».
Da quel momento, la squadra si è sbloccata mentalmente: «I ragazzi hanno iniziato a divertirsi, a giocare con più leggerezza. E anche nei momenti difficili abbiamo reagito da grande squadra». Emblematico il match contro Valladolid: «Quando Baz è uscito per falli, siamo entrati io e Dima e abbiamo piazzato un parziale di 23-8 contro una delle favorite. Lì abbiamo capito di avere due quintetti fortissimi».
Nel corso della stagione non sono mancati ostacoli, tra mercato complicato e assenze importanti. «Baz è fondamentale per noi, sicuramente con lui dall’inizio sarebbe potuto cambiare qualcosa anche in ottica scudetto. Ma questo percorso graduale ha dato fiducia a tutti, anche ad Adam, che è arrivato pronto all’Eurocup».
Il trionfo europeo rappresenta quindi il punto più alto di un’annata complessa: «Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma chiudere così… va benissimo. Anzi, va benissimo così».
Capitolo pubblico: «Si dice che il basket in carrozzina non porti gente al palazzetto, ma non è vero. Il Palacalafiore è grande e dispersivo, ma ho visto un pubblico caldo e appassionato». Tra i tifosi più affezionati anche due presenze ormai simboliche, arrivate da lontano: Tommaso Buffon e “nonno” Carmelo, partiti da Valenza con un volo last minute per sostenere la squadra.
Difficile anche individuare un MVP: «Abbiamo avuto tanti protagonisti. Juninho, Enzo, Baz, Adam e Faith, che ha giocato 40 minuti per la prima volta in carriera. Ma la verità è che sono orgoglioso di tutti i miei compagni».
E poi il retroscena che racconta più di ogni altro lo spirito del gruppo: «La notte prima della finale eravamo io, Baz, Enzo e Juninho. Ho detto loro che nella mia carriera avevo giocato due finali, perdendole entrambe. Non potevo perdere anche questa. Ci ha uniti ancora di più. Durante la partita ci guardavamo negli occhi: sapevamo che stavamo costruendo qualcosa di speciale».
Una vittoria anche di rivincita, dopo la delusione dell’anno precedente: «Non poteva succedere di nuovo. In qualche modo il karma doveva premiarci».
Sul futuro, Ivan non ha dubbi: «Non cambierei nessuno. Prima di tutto viene il valore umano e questo gruppo è speciale. Certo, magari farei un’eccezione per qualcuno come Patrick Anderson… ma squadra vincente non si cambia».
Infine, uno sguardo alla crescita del club: «Questa vittoria cambia tutto. Ora la Reggio Bic è più appetibile, siamo sulla mappa. Non siamo più un angolo del Sud Italia: abbiamo battuto squadre storiche come Gran Canaria, con tradizione e giocatori di altissimo livello. È una vittoria storica».
Una consapevolezza nuova, costruita sul campo e destinata a lasciare il segno anche nel futuro del basket in carrozzina italiano.
